WORKSHOP

La scrittura creativa e la non-fiction del reale

Verona – sab. 5 e dom. 6 Ottobre 2019

Non conosco nessun metodo se non quello di mettersi ogni giorno in discussione, mettendo al centrodella visione l’attenzione pura, quasi infantile, profondamente intuitiva, alla realtà.
La fotografia è per me una questione di impegno, di pratica (la téchne dei greci, dunque, "l’arte" ma anche "il saper fare"), di meditazione, di sensibilità e di pazienza.
Partiremo dalla base, dai punti cardinali dell’immagine: il Tempo e lo Spazio, in senso filosofico, visivo e tecnico.
Parleremo di come ritagliare, inquadrare, selezionare il reale, quindi dello sguardo, della soggettività. Il punto di riferimento nel nostro studio sarà l’analisi delle fotografie del vostro portfolio, dei maestri, e del mio lavoro.
I vostri progetti personali saranno al centro dell’attenzione, per studiarne assieme la drammaturgia, la composizione, il ritmo, e sequenze, i contrappunti, la grafica. Cercheremo di individuare una partitura narrativa. Parleremo della verità e del mistero nella fotografia, che può essere illuminato forse solo attraverso voi stessi.
Sarete fortemente incoraggiati a indagare sulla vostra percezione e sulla vostra sensibilità e a cercare all’interno di essa i possibili sviluppi. Lavoreremo sulla capacità di vedere la realtà senza trasformarla, senza influenzarla e senza mentire.
Quindi, di conseguenza, parleremo anche dell’etica nel reportage, dell’onestà, e delle questioni morali della post-produzione.
Ma anche dell’evoluzione del reportage nella storia dell’immagine, dell’indagine giornalistica e documentaristica, delle sue sfumature, trasformazioni e linguaggi. Rifletteremmo su come le scelte tecniche e intellettuali trasformano il linguaggio e il modo di raccontare la storia. Parleremo anche del legame del fotoreportage con la scrittura, il cinema, la poesia, il teatro, la narrativa.

Relatore: Monika Bulaj


Luogo e orari

Il workshop si svolge nell’ambito del Festival GRENZE – Arsenali Fotografici sabato 5 e domenica 6 Ottobre 2019, dalle ore 10 alle 18.00 (compresa pausa pranzo) presso l’Istituto Design Palladio - Via Luigi Settembrini, 5, 37123 - Verona


Partecipanti

minimo 10 - massimo 14


Informazioni tecniche

È necessario portare un proprio lavoro: una storia in 12 oppure 20 immagini.
È possibile portare materiale più ampio sullo stesso tema (massimo 70 foto).
Si chiede di riflettere con attenzione sulla sequenza della vostra storia.


Per visionare i vostri lavori occorrono

Stampe analogiche, per chi è in grado di portarle (per es. lato lungo 36 cm), oppure in formato digitale (jpg qualità 12, per es. risoluzione 250 pixel/pollice, lato lungo massimo 2000 pixel, massimo 7 NB).
Il materiale può essere portato in una chiavetta USB.
È prevista un'uscita individuale per fotografare.
Siete pregati di portare la vostra macchina fotografica e il vostro computer per fare l'editing del materiale realizzato durante il workshop.


Costi

Il costo del workshop è di € 260 (IVA inclusa).
La quota di partecipazione verrà rimborsata nel caso in cui non venga raggiunto il numero minimo o in caso di annullamento del workshop causa forze maggiori.


Contatti

Per informazioni più dettagliate sul corso e sulle modalità d’iscrizione si prega di chiamare Stefano Maurizio Venturini - cell. 340.98.10.556 o inviare un’email a stefanoventurini2000@yahoo.it


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Modalità iscrizione

Compila il questionario sottostante per pre-iscriverti al Workshop, l'iscrizione sarà confermata al momento del versamento della quota mediante bonifico bancario

IBAN: IT55N0200811773000103269658
causale: WS Monika Bulaj – CFVR 2019 + Cognome Nome del partecipante al workshop


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BIOGRAFIA MONIKA BULAJ

Fotografa, reporter e documentarista, Monika Bulaj (Varsavia, 1966) pubblica da diversi anni reportage sui confini estremi delle fedi, sulle minoranze etniche, i popoli nomadi, i migranti, gli intoccabili e i diseredati in Asia, Africa, Europa e sud America.
Ha diretto e sceneggiato il film documentario "Figli di Noè" e ha firmato la sceneggiatura di "Romani Rat 2002", diretto da M. Orlandi e incentrato sullo sterminio dei Rom da parte del regime nazista.
Tra le tante testate giornalistiche italiane e straniere collabora con La Repubblica, Corriere della Sera, Gazeta Wyborcza, Revue XXI, Internazionale, Geo, Courier International, National Geographic. Ha pubblicato libri con Alinari, Skira, Frassinelli, Electa, Feltrinelli, Bruno Mondadori.
Insignita di numerosi riconoscimenti, ha all'attivo anche una costante attività didattica e circa 60 mostre fotografiche tra New York e Il Cairo. «Il mio obiettivo - ha asserito in occasione della TED Global Fellowship 2011 - è quello di dare voce alle persone silenziose, per mostrare le luci nascoste dietro il sipario del grande gioco, i piccoli mondi ignorati dai media e dai profeti di un conflitto globale».
Attualmente sta lavorando su un nuovo progetto "Le Afriche. Specchi dell'invisibile" e continua la sua ricerca sui confini del monoteismo in Asia, Caucaso, Russia e Medio Oriente.
Nel 2014 le è stato consegnato il Premio Nazionale "Nonviolenza" - Ed. 2014, per la prima volta assegnato ad una donna. Il premio è stato riconosciuto “per la sua attività di fotografa, reporter e documentarista, capace di mettere in luce l'umanità esistente nei confini più nascosti eppure evidenti della terra, di far vedere la guerra attraverso le sue conseguenze, di indagare l'animo dell'Uomo, la sua ansia di religiosità, di tenerezza e di dignità.
Monika Bulaj rende visibile l'invisibile, attraverso l'esplorazione dell'animo delle persone, creando con l'immagine, l'unità dell'umano.”